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LA STORIA

LA STORIA DEL MULINO DEL PERICOLO

NONNA TECLA ci racconta un po' di storia.

 

Il sito del Comune di Turbigo è introdotto da un bel pensiero di Leonardo da Vinci:

 

“L’acqua che tocchi de’ fiumi è l’ultima di quella che andò e la prima di quella che viene.

Così il tempo presente”

 

 

“Il territorio di Turbigo è posto al limite occidentale della Lombardia, sulla sinistra del fiume Ticino, a circa 40 km da Milano.
L´ambiente geografico è caratterizzato da una profonda piana alluvionale su cui si innalzano tre terrazzamenti che determinarono la formazione di due insediamenti “in costa”, probabilmente lungo passaggi protostorici paralleli alla valle del Ticino.


Il tratto di Ticino che attraversa il territorio comunale ha una particolare bellezza, grazie alla presenza dell´isola del Mulino del Pericolo e al percorso sinuoso, che muta continuamente direzione a causa delle piene impetuose.


Dal terzo terrazzamento fluviale, nella parte alta del paese, l´ampia visione della valle termina all´orizzonte sulla maestosa e solenne catena innevata delle Alpi, che poi sfuma nei toni sempre mutevoli dei grigi e dei verdi delle Prealpi.”

 

La Leggenda

Proprio per queste continue esondazioni e per il rischio ad esse legato, il Mulino è stato chiamato “del Pericolo”; è una prima teoria sull’origine del nome.

Una seconda, forse più affascinante, è quella legata alla presenza di briganti che periodicamente assaltavano i convogli carichi di merce che raggiungevano e provenivano dalla antica dogana austro-ungarica, situata nei pressi del mulino.

Sicuramente qualche discendente dei briganti è ancora rimasto nella zona; il luogo continua ad essere pericoloso proprio per le continue scorrerie di vandali … ed è anche da questo che lo vogliamo salvare.

 

Mulino del Pericolo – Turbigo – Pieve di Dairago

È stata effettuata una ricerca che ha portato ad individuare le particelle e il nome dell’ultimo proprietario indicato nei registri  sono state esaminate le Petizioni dei trasporti d’estimo, ossia le numerose  richieste di passaggio di proprietà divise per località e anno, documenti spesso incompleti e non sempre indicanti con precisione i numeri di particella coinvolti nel passaggio di proprietà.

La ricerca a ritroso a partire dalla particella 460 con proprietario Luigi Tatti, ha portato a risalire al  numero 302 del Catasto Teresiano indicato come mulino “trasportato” alla marchesa Piatti).

Il mulino del Pericolo era già indicato nel settecentesco Catasto Teresiano (fatto eseguire da Maria Teresa d’Austria) e nel catasto ottocentesco del Lombardo-Veneto, con alcuni rilevamenti di epoca napoleonica. Sovrapponendo le mappe è curioso osservare che non sembrano essere riferite alla medesima particella, in quanto il letto del Ticino nel tempo ha mutato andamento, allontanandosi e avvicinandosi al mulino a causa delle piene e dei lavori agli argini.

Sembra tuttavia che la storia del Mulino del Pericolo sia iniziata molto tempo prima del 1.700. Alcuni documenti storici più antichi del Catasto Teresiano, riportano già la sua esistenza nel XII secolo.

 

 XII SECOLO

Nel comune di Castano, la concessione dei diritti di macina alle Comunanze, che erano gruppi di persone con proprietà e diritti in comune, è preesistente all’anno 1140, data del documento di Corrado III, zio di Federico I detto il Barbarossa, (al quale succedette nel 1152).

Il Prof Franco Bertolli di Lonate Pozzolo, studioso di storia locale, scrive: “Infatti con diploma del 1140 l’Imperatore Corrado III concesse al conte Guido di Biandrate, suo alleato nelle lotte contro i comuni lombardi, la regalia prima goduta dalla comunanza di Lonate così come da quella di Castano sulla riva del fiume Ticino, dove funzionavano i primi mulini.” 

La Pieve di Dairago è citata nel decreto del 1164. Il 9 giugno 1164 Federico I concesse a Rainaldo di Dassel, arcivescovo di Colonia e cancelliere del Sacro Romano Impero,  un feudo che comprendeva questa pieve  (insieme all’antico comune di Capopieve e ampi territori della zona), Busto Arsizio, (facente parte della pieve di Olgiate Olona) e Bernate. 

La Lega Lombarda, fondata nel 1167 per contrastare il Barbarossa che cercava di  allargare l’influenza imperiale nella regione padana, riuscì a sconfiggerlo nella celebre battaglia di Legnano, combattuta il 29 maggio 1176.

Le prime fasi dello scontro ebbero come teatro le campagne tra Busto Arsizio e Borsano  oppure, secondo altre fonti, la zona tra Borsano e Legnano.

 

 XV e XVI SECOLO

Dagli atti di governo delle acque – copie di vendite.

23 maggio 1495

Il Duca Ludovico Maria Sforza (per mezzo dei suoi procuratori Antonio Mandriani, tesoriere ducale, e Brugonzio Botta) cede ad Ambrogio Piatti fu Martino, residente in porta Ticinese nella parrocchia di S. Giorgio al Palazzo a Milano, beni e diritti siti a Turbigo in pieve di Dairago, tra cui diritti di macina:

 

17 novembre 1508

Giovanni Filippo Coiriis, abitante in Castano pieve di Dairago, vende a Baldassarre Piatti fu Ambrogio abitante in Porta Ticinese a Milano, diversi beni tra cui un mulino

(Atto rogato dal notaio Giovanni Antonio…onis…di porta Comasina, parrocchia di S. Tommaso in Terramare, Milano.)

“…Molendinum unum situm in teritorio loci de Turbigo plebis Daiiraghi Ducatus Mediolani, videlicet in Vale Ticini, quod est cum suis hedifitiis, cameris, stallis, rugiolis, molis, columbario et aliis hedifitiis et aliis quibuscumque pertinentiis, axiis, accessiis et iuribus quibuscumque et quelibetcumque et cum iure derrivandi aquam ex et de flumine navigii magni Mediolani, iuxta solitum et diebus et horis consuetis. Item de ipsa aqua et rugia, ubi dicitur ipsa aqua et alveo eiusdem reservato iure domini Damiani de Coiiris pro pratis suis irrigandis iuxta solitum et cum petia una vinee et petia una partim prati, partim buschi et partim zerbi. Quibus omnibus molandino et bonis coherent ab una parte flumen (arni), ab una alia strata per quam itur ad cassinam vel prata illorum de Platis, ab alia suprascripti domini Baldessarri et ab alia strata maestra per quam itur ad flumen et ad portum Ticini…”

 

2 agosto 1514- Copia rellationis

Nella relazione compilata da Ludovico Visconti circa i diritti d’acque di Baldassarre e fratelli Piatti, si parla di un mulino sul Naviglio grande nel territorio di Turbigo e di proprietà Piatti.

 

“Reverendi ac magnifici patres, in casu presentis annate requisite sp(ecia)li doctori domino Baldessari et fratribus de Platis occaxione aquarum labentium per quandam eorum bucham existentem super navigio magno Mediolani in teritorio de Turbigo ad eorum molandinum et bona in dicto teritorio comparuerunt dicti de Platis alegantes se occaxione talis honeris molestandos nonesse quandoquidem ipsis aquis utantur loco eorum seu eorum datorum aquarum propriarum que ante ipsius navigii constructionem oriebantur ex eorum fontibus et quodam cavo su alveo per quem ducebantur ad dictum molandinum et bona quiquidem alveus ex ipsius navigii constructione occupatus fuit et in eo est in presentiarum labitur aqua navigii et eorum aque ablate fuerunt et

eorum loco eiis permissum fuit ut construere possent ipsam eorum bucham in eo loco ubi et in presentiarum est ex qua dicertere possent eas aquas a navigio ad dictum eorum molandinum et bona et pro premissorum verificatione produxerunt capitula et testes examinatos usque de anno 1508 in quadam controversia tunc vertente inter eos de Platis ex una et ducalem cameram seu agentes per ea ex alia per quos probatum esse comperio ex auditu auditus ab antiquis eorum datorum antecessores ante ipsius navigii constructionem habuisse benefitium dictarum aquarum ad usum dicti molandini et bonorum que oriebantur ex eorum fontibus et dicto cavo et per eum decurrebant ad dicta bona que quidem aque et cavis occupata fuere ex eius navigii constructione et eorum loco eiis promisum fuit divertere ex aquis dicti navigii per dictam bucham que fabricata fuit in ea largitudine et profonditate ut nunc est quibus stantibus ipsi de Plattis pro dictis eorum bonis de iure co… posse non videntur ad aliquod onus nec solutionem presentis annate et ita D.V.

refferro quibus me comendo.

Mediolani, die 2° augusti 1514, signata E.D.V. obsequentissimus Ludovicus Vicecomes I.u. doctor.

Copia fidei”

 

Atti di governo, Acque p.a.

Mulini del Ticino – fasc. “Acque Ticino”

Tutti i documenti sono copie estratte dal notaio Santagostino Pietro Paolo q. Beltramino (1524-1572).

 

13 maggio 1540  – Milano.

Del diritto d’uso d’acqua da parte degli eredi di Baldassarre Piatti:

“1540 die XIII maii Iohannes Petro Crivello fatio fede come al libro mastro del Ducato del annata dil 1518 in foglio 87 si trova scripto como qua de sotto et senza tassa et scontro di pagamento alcuno et in fide mi sono sotoscritto di mane propria. Datum ut supra.

Heredi di m. Baldessar Platto per uno mol(endino) usa laqua vene dal naviglio in valle de Turbino (…). Idem Iohannes Petrus Cribellus.”

 

- Copia venditionis.

“15(50) marzo 4, martedì, ind. 13, Milano.

Cipriano da Giussiano del fu Galeazzo vende i propri diritti sulle entrate dei beni siti in Castano a Baldassarre Piatti del fu Ambrogio”.

 

 XVIII SECOLO

Anno 1722

Catasto Teresiano

La particella risulta registrata al n°212, Foglio 13 nel Comune di Turbigo.

 

Anno 1753

La “casa con molino in affitto marcato in mappa al n° 212, compreso l’orto in mappa al 211” sarebbe stata trasportata al n° 302 con intestazione alla marchesa Piata/Piatti. Marianna Piatti intorno alla metà del 1700 sposò il marchese Luigi Erba Odescalchi

[vedere l'Atlante dei catasti storici e delle carte topografiche della Lombardia http://archiviomilano.cineca.it/Divenire/home.htm

 

XIX SECOLO

Anno 1857 - 1873

Catasto Lombardo-Veneto, Nuovo Censo,

Mappe prima copia

Nelle rilevazioni riferite a questo periodo sembra che il Mulino del Pericolo corrisponda alla particella n° 460 del Foglio 11 del Comune di Turbigo.

Nella bobina del microfilm del “Registro dei proprietari dei beni di seconda stazione”  la particella risulta corrispondere a una “Molina da grano ad acqua con casa”.

 

Anno 1856

La Rubrica 51, fotogramma 470, riferita a questo periodo indica come proprietario all'anno 1856 Tatti Luigi del fu Paolo.

[vedere l'Atlante dei catasti storici e delle carte topografiche della Lombardia

http://archiviomilano.cineca.it/Divenire/home.htm]

 

Anni 1897 – 1902

Nuovo catasto terreni compilato in questo periodo la particella è sempre la n° 460.

BENI CULTURALI REGIONE LOMBARDIA

BENI CULTURALI REGIONE LOMBARDIA - MULINO DEL PERICOLO